4° incontro. Il prossimo Venerdì 8 aprile 2016, alle ore 11:00 presso l’aula T-3 del Dipartimento di Scienze Sociali, si terrà il nuovo incontro del ciclo di seminari di didattica integrativa «Napoli: la città, la squadra e i suoi eroi» a cura di Luca Bifulco, Mimmo Carratelli, Vittorio Dini, Oscar Nicolaus e Francesco Pirone. Il seminario «Un napoletano atipico: Antonio Juliano e i ragazzi di un calcio diverso» è dedicato alla figura di Antonio Juliano in relazione alle trasformazioni della città e del calcio tra gli anni ‘60 e gli anni ‘70, il lungo ventennio che ha visto il calciatore militare tra le fila della squadra partenopea. Introducono l’incontro Luca Bifulco e Francesco Pirone (Università di Napoli Federico II); intervengono Massimiliano Bencardino, docente di Geografia economico-politica all’Università di Salerno; Carlo Franco, giornalista de il Napolista; Domenico Maddaloni, docente di Sociologia all’Università di Salerno; e Dario Sarnataro, giornalista, saggista e voce di Radio Marte.
Locandina: https://goo.gl/WEu1aN
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lunedì 4 aprile 2016
giovedì 3 marzo 2016
Presentazione progetto SOC.C.&R.
Incontro. Il prossimo lunedì 7 marzo, alle ore 15:00, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Vico Monte di Pietà 1, Napoli), sarà presentato il progetto SOC.C.&R. - Sociologia Calcio e Ragazzi, un Laboratorio per la formazione di nuovi dirigenti e operatori
dello sport. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento
di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’A.S.D.
Napoli Calcio Femminile & Maschile per sviluppare insieme un’attività di ricerca e formazione di
nuovi profili professionali a supporto della crescita e la qualificazione delle
attività sportive. L’iniziativa è patrocinata dall’Assessorato ai giovani e politiche giovanili, creatività e innovazione e dall’Assessorato allo sport del Comune di Napoli. Il programma dell’iniziativa prevede gli interventi di Enrica Amaturo (Direttore del Dipartimento di Scienze
Sociali), Luca Bifulco, Luciano Brancaccio, Francesco Pirone
(Docenti del Dipartimento di Scienze Sociali), Ciro Borriello (Assessore allo Sport Comune di Napoli), Alessandra Clemente (Assessore ai Giovani Comune di
Napoli), Raffaeele Carlino (Presidente Napoli Carpisa Yamamay), Italo Palmieri (Direttore generale Napoli Carpisa Yamamay), Elisabetta Cortani (Ex Presidente Lazio Femminile). Modera l’incontro Max Bonardi (Giornalista).
Locandina: https://goo.gl/jvdYOO
lunedì 15 febbraio 2016
Osservatorio LGBT: Intervista a Luca Bifulco
Intervista. Gli eventi calcistici, non propriamente sportivi, delle ultime giornate di campionato hanno alimentato un dibattito pubblico ben oltre il mondo del calcio, sollecitando una riflessione sul rapporto tra calcio e società che richiama in gioco anche la ricerca sociale e i sociologi. In questo ambito e non solo per i riferimenti alle questioni su genere e calcio, si colloca l’intervista a Luca Bifulco - docente di Sociologia dello sport - Lo sport dalla prospettiva sociologica di Fabio Carmentano per l’Osservatorio LGBT dell’Università degli Studi di Napoli Federico II presso il Dipartimento di Scienze Sociali.
giovedì 29 ottobre 2015
Napoli-Fiorentina, 3 maggio 2014: il ruolo dei media
Tavola rotonda. La data del 3 maggio 2014, giorno della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli vinta dai napoletani per 3 a 1, è rimasta nella memoria collettiva per l’omicidio di Ciro Esposito. Già nelle ore precedenti la partita, il racconto mediatico multimediale che accompagnava la ‘vigilia’ fu catturato dalle tensioni, i rischi per l’ordine pubblico e poi dai gravi scontri che si andavano registrando, fino ad arrivare poi alla grande rappresentazione pubblica in diretta Tv. La finale di Coppa Italia, già di per sé un evento mediatico di massa, alimentò in maniera esponenziale la sua capacità di catturare l’attenzione del pubblico puntando l’obiettivo sugli scontri, le violenze e i rischi per l’ordine pubblico, alimentando tensioni e paure... e così l’audience. Un evento che ha alimentato diversi e controversi dibattiti su calcio, tifo, violenza e media. Proprio sui media si soffermerà la tavola rotonda in programma il prossimo 4 novembre, alle ore 9:00, presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, a partire dagli scritti raccolti nel libro a cura di Vincenzo Esposito Ciro Esposito. Ragazzo di Scampia (Ed. Dante & Descartes, Napoli 2014). Alla tavola rotonda, introdotta e coordinata da Luca Bifulco - docente di sociologia - parteciperanno Dario Del Porto (La Repubblica),Vincenzo Esposito (ricercatore sociale), Massimiliano Gallo (Il Napolista), Pietro Treccagnoli (Il Mattino) e Guido Trombetti (Università di Napoli Federico II). L’iniziativa sarà l’occasione per un confronto con gli studenti e con la città su aspetti che riguardano il calcio, il tifo e il sistema dei media.
sabato 8 agosto 2015
L’internazionalizzazione del calcio italiano
di Francesco Pirone
Shanghai 2015. Mancano poche ore all’inizio della partita di Supercoppa TIM 2015. Juventus e Lazio si affrontano per aggiudicarsi la 28a edizione del trofeo. Giocano in campo internazionale nello stadio di Shanghai, in Cina, il più grande impianto dopo quello di Pechino, con una capienza ufficiale di 80mila posti a sedere. Gli organizzatori sperano nel sold out o almeno di ripetere il risultato dell’edizione 2012, quando a Pechino circa 60mila spettatori assistettero alla partita tra Juventus e Napoli.
Shanghai 2015. Mancano poche ore all’inizio della partita di Supercoppa TIM 2015. Juventus e Lazio si affrontano per aggiudicarsi la 28a edizione del trofeo. Giocano in campo internazionale nello stadio di Shanghai, in Cina, il più grande impianto dopo quello di Pechino, con una capienza ufficiale di 80mila posti a sedere. Gli organizzatori sperano nel sold out o almeno di ripetere il risultato dell’edizione 2012, quando a Pechino circa 60mila spettatori assistettero alla partita tra Juventus e Napoli.
Si gioca in Cina per onorare l’accordo che la Lega Serie A ha siglato nel 2011 con la società organizzatrice cinese United Vansen International Sports (UVIS) che prevedeva di giocare in Cina tre edizioni della coppa entro il 2015 per una contropartita economica di circa 10 milioni di euro: così dopo Pechino 2011 e 2012, siamo oggi a Shanghai 2015. L’accordo del 2011 arrivò dopo il successo della finale Inter-Lazio del 2009 che portò a un incasso da botteghino record: ben 7 milioni di euro. Più in generale, però, la scelta di collaborazione tra la Lega Serie A e la UVIS cinese rientra nella più ampia strategia di internazionalizzazione del calcio italiano per conquistare nuovo pubblico, soprattutto nei mercati emergenti e recuperare il divario con le altre grandi leghe europee, prima fra tutte la Premier League.
Gli inglesi prima degli altri hanno puntato su una strategia di crescita fortemente orientata all’internazionalizzazione del loro campionato, allargando lo spettacolo calcistico televisivo su scala globale e superando così i vincoli di saturazione imposti dal mercato domestico. Per questo il calcio inglese ha già acquisito un vantaggio competitivo nei mercati emergenti: l’audience nel calcio inglese è in progressiva crescita e già nel 2011 aveva raggiunto circa 4,7 miliardi di telespettatori nel mondo. Con l’audience cresce anche il valore delle sponsorizzazioni e dei diritti tv e, infatti, la Premier League ha aumentato i ricavi dalla vendita dei diritti tv internazionali passando dai 108 milioni di sterline all’anno nel triennio 2004-2007, ai 479 milioni di sterline all’anno per il triennio 2010-2013 che sono poi saliti a 665 milioni nel triennio successivo. Per comprendere il vantaggio acquisito dal calcio inglese, basti pensare che i diritti tv internazionali contrattati dalla Lega Calcio per la Serie A per il periodo 2012-2015 ammontano nell’insieme a 117 milioni di euro a stagione, acquistati dalla londinese MP & Silva.
L’investimento sul calcio cinese più che una scelta è una necessità per tenere il calcio italiano di vertice agganciato alle altre grandi realtà europee. I tifosi italiani non saranno contenti, almeno tutti quelli che non hanno avuto la possibilità economica di seguire la loro squadra fino in Cina, ma la diffusione del calcio nei paesi emergenti consente di estendere il bacino di pubblico e anche di attrarre nuovi, potenti, sponsor che sono impegnati a penetrare il mercato cinese. Una sfida tutta da giocare, visto che il movimento calcistico cinese è ancora di (relative) ridotte dimensioni, ma cresce raddoppiando ogni anno il valore economico prodotto e così rende disponibili nuove opportunità economiche inimmaginabili in Europa. In questa direzione va sicuramente sostenuto il rapporto di collaborazione collettiva tra la Lega Serie A e la Chinese Football Association Super League che può rappresentare il canale privilegiato per i club, i calciatori, i tecnici e gli operatori economici per presentarsi sul mercato cinese.
mercoledì 10 giugno 2015
L’industria del calcio in Italia. Fragilità e rischi del modello di crescita
Pubblicato su «Inchiestaonline» un intervento di Francesco Pirone sul calcio in Italia che affronta il tema della sostenibilità economica dell’industria del calcio di vertice, considerando gli elementi di fragilità che hanno portato in questi anni ad un arretramento del calcio italiano, sia sul piano dei rendimenti economici, sia sul piano dell’attrattività dello spettacolo sportivo.
domenica 3 maggio 2015
Passaggio mediterraneo
Seminario. Il quinto incontro del seminario «Kick Off. Introduzione allo studio del calcio da una prospettiva sociologica» è dedicato al calcio sulla sponda Sud del Mediterraneo, analizzando l’intreccio del fenomeno sportivo con i conflitti nei paesi del Nord Africa, con i flussi migratori africani e con il più generale riassetto dei rapporti geopolitici e di potere. Il seminario dal titolo «L’Africa, il calcio e i migranti tra identità, conflitti e potere» sarà introdotto, come di consueto, da Luca Bifulco e Francesco Pirone del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli Federico II e responsabili del Seminario «Kick Off». Intervengono Lassaad Azzabi (Mediatore culturale Coop. Dedalus), Adele Del Guercio (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”), Valentina Fedele (Università della Calabria), Antonio Gargiulo (Presidente Afro-Napoli United), Carlo Maria Miele (Giornalista free-lance). L’appuntamento è alle ore 14:00 di venerdì 8 maggio 2015 presso l’aula T-3 del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Vico Monte della Pietà 1, Napoli).
sabato 2 maggio 2015
Calcio italiano sempre più violento: quali soluzioni?
Intervista di Dario Pelizzari a Luca Bifulco sul tema della violenza nel calio, pubblicata il 28 aprile 2015 su Panorama.it.
Per qualcuno il calcio italiano meriterebbe di essere messo in naftalina, nell'attesa che si risolva in modo definitivo il problema della violenza fuori e dentro gli stadi. E' successo in Grecia, è capitato in Turchia. Stop al campionato sine die, il castigo che dovrebbe insegnare a non ripetere l'errore. Per altri, il discorso è molto più complesso, perché prende le mosse da un disagio strutturale ed economico che dovrebbe essere riveduto e corretto con interventi a lungo termine. Chi sbaglia, paga, certo, ma invece di limitarsi a mettere la toppa al buco del momento, si dovrebbe iniziare a lavorare affinché venga modificato l'approccio stesso alla questione: oggi per domani, non oggi per ieri. E' di questo avviso Luca Bifulco, sociologo dell'Università degli studi di Napoli Federico II e autore del libro “A tutto campo. Il calcio da una prospettiva sociologica”, scritto a quattro mani con il collega Francesco Pirone. [continua a leggere]
Per qualcuno il calcio italiano meriterebbe di essere messo in naftalina, nell'attesa che si risolva in modo definitivo il problema della violenza fuori e dentro gli stadi. E' successo in Grecia, è capitato in Turchia. Stop al campionato sine die, il castigo che dovrebbe insegnare a non ripetere l'errore. Per altri, il discorso è molto più complesso, perché prende le mosse da un disagio strutturale ed economico che dovrebbe essere riveduto e corretto con interventi a lungo termine. Chi sbaglia, paga, certo, ma invece di limitarsi a mettere la toppa al buco del momento, si dovrebbe iniziare a lavorare affinché venga modificato l'approccio stesso alla questione: oggi per domani, non oggi per ieri. E' di questo avviso Luca Bifulco, sociologo dell'Università degli studi di Napoli Federico II e autore del libro “A tutto campo. Il calcio da una prospettiva sociologica”, scritto a quattro mani con il collega Francesco Pirone. [continua a leggere]
giovedì 30 aprile 2015
Le parole del calcio
Materiali. Francesca Dragotto, intervenuta al seminario «Le parole del calcio» del 24 aprile scorso a Napoli ha messo a disposizione nel sito Tuttopoli che gestisce la presentazione mostrata nel durante il suo intervento e altri materiali utili ad approfondire il tema trattato. Segnaliamo, inoltre, il sito «Moggiopoli» che contiene i risultati della ricerca condotta dalla Dragotto, e discussa nel corso del seminario, sulle trasformazioni della lingua che si sono osservate nel discorso pubblico dopo lo scandalo del calcio italiano che è stato indicato prima come “moggiopoli” e poi nel più generale “calciopoli”.
venerdì 17 aprile 2015
Il contrasto alla violenza nel tifo
domenica 12 aprile 2015
Il contrasto alla violenza nel tifo
Seminario. Il prossimo incontro del seminario Kick Off. Introduzione allo studio del calcio da una prospettiva sociologica continua il 17 aprile con un nuovo incontro dedicato all’approfondimento del tema della violenza nel tifo calcistico e alle istituzioni e attività di contrasto di tale fenomeno. Il seminario è intitolato “Il contrasto alla violenza nel tifo. Conoscenza, prevenzione, controllo” e prevede un’introduzione di Luca Bifulco e Francesco Pirone che definiranno le categorie sociologiche e le teorie utili alla interpretazione della violenza, con specifico riferimento al caso italiano in prospettiva comparata europea. Il programma prosegue con un ampio intervento del dottor Roberto Massucci, vice-presidente operativo dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (ONMS-CNIMS) insediato presso il Ministero degli Interni, che presenterà le attività istituzionali dell’Osservatorio, con particolare riguardo all’interpretazione del fenomeno della violenza nel tifo e ai risultati dell’attività di prevenzione e contrasto.
L’appuntamento è alle ore 14:00, presso l’aula T-3 del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Vico Monte di Pietà n. 1.
Consulta: Rapporto 2014 ONMS
L’appuntamento è alle ore 14:00, presso l’aula T-3 del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Vico Monte di Pietà n. 1.
Consulta: Rapporto 2014 ONMS
domenica 1 marzo 2015
KICK OFF. Introduzione allo studio del calcio da una prospettiva sociologica
Seminario di didattica integrativa
Il calcio e più in generale lo sport sono fenomeni di ampia rilevanza sociale che definiscono un campo di ricerca sociologico consolidato su scala internazionale. Il seminario si propone di illustrare e analizzare alcuni fenomeni collegati al calcio di rilevante interesse per la ricerca sociologica. L’obiettivo è introdurre gli studenti a questo campo di ricerca, presentando i principali filoni teorici con attenzione particolare sia agli aspetti concettuali, sia alle metodologie e alle tecniche di ricerca empirica. I seminari si propongono di fornire un’occasione formativa aggiuntiva focalizzata sull'applicazione degli strumenti sociologici ai fenomeni sociali, politici ed economici connessi al calcio, con particolare riguardo ai temi della passione (gruppi e pratiche del tifo), al potere (istituzioni di governo e conflitti politici), agli interessi (processi di valorizzazione economica dello sport), alle professioni (calciatori, tecnici e professionisti), ai media (comunicazione e spettacolo mediatico), al genere (relazioni di genere e disuguaglianze), e alla violenza (dinamiche di violenza e misure di contrasto).
Avviso di selezione PDF: http://goo.gl/g8oSXy
venerdì 28 novembre 2014
Un profilo economico dell'industria del calcio professionistico in Italia
di Francesco Pirone
Il testo riproduce, con alcune modifiche e l'aggiunta delle note, l'intervento svolto il 28 ottobre 2014 al convegno “Il mondo accademico in campo per la sicurezza. Conoscere per migliorare”, svolto a Napoli presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
1. Il «nuovo calcio»
La dimensione economica è imprescindibile per comprendere il funzionamento attuale del calcio professionistico. Lo sviluppo economico di questo settore è stato così rapido e così rilevante da spingere diversi studiosi a parlare di «mutazione genetica» del calcio. A partire, infatti, dai primi anni Novanta si sviluppa rapidamente lo spettacolo televisivo del calcio, con forti investimenti nei principali campionati europei da parte degli operatori televisivi che promuovono le forme emergenti di TV a pagamento e che trovano proprio nel calcio il veicolo più potente di diffusione di nuove pratiche di consumo televisivo. L’industria del calcio affronta una profonda rifondazione attraverso due principali processi: l’aziendalizzazione dei club e la commercializzazione del calcio-spettacolo televisivo. Il risultato è l’incorporazione della logica economica dello show business in quella sportiva tradizionale. Questo è quello che possiamo definire il “nuovo calcio”.
Il testo riproduce, con alcune modifiche e l'aggiunta delle note, l'intervento svolto il 28 ottobre 2014 al convegno “Il mondo accademico in campo per la sicurezza. Conoscere per migliorare”, svolto a Napoli presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
1. Il «nuovo calcio»
La dimensione economica è imprescindibile per comprendere il funzionamento attuale del calcio professionistico. Lo sviluppo economico di questo settore è stato così rapido e così rilevante da spingere diversi studiosi a parlare di «mutazione genetica» del calcio. A partire, infatti, dai primi anni Novanta si sviluppa rapidamente lo spettacolo televisivo del calcio, con forti investimenti nei principali campionati europei da parte degli operatori televisivi che promuovono le forme emergenti di TV a pagamento e che trovano proprio nel calcio il veicolo più potente di diffusione di nuove pratiche di consumo televisivo. L’industria del calcio affronta una profonda rifondazione attraverso due principali processi: l’aziendalizzazione dei club e la commercializzazione del calcio-spettacolo televisivo. Il risultato è l’incorporazione della logica economica dello show business in quella sportiva tradizionale. Questo è quello che possiamo definire il “nuovo calcio”.
mercoledì 12 novembre 2014
Vivere il calcio tra colore, passione e spettacolo televisivo: aspetti sociologici
di Luca Bifulco
Linee guida della relazione tenuta a Napoli il 28 ottobre 2014 in occasione del convegno «Il mondo accademico in campo per la sicurezza. Conoscere per migliorare»
Linee guida della relazione tenuta a Napoli il 28 ottobre 2014 in occasione del convegno «Il mondo accademico in campo per la sicurezza. Conoscere per migliorare»
Il rapporto 2014 dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ci aiuta, nel suo insieme e a prescindere dalle valutazioni sui singoli aspetti analizzati, a considerare con maggiore lucidità e capacità di comprensione una serie di potenti idee calcificate e stereotipate sul tema della sicurezza negli stadi.
In primo luogo, il rapporto ci narra tra le righe che lo stadio non è un luogo demoniaco, come troppo spesso viene dipinto, ma uno spazio in cui generalmente – salvo infrequenti ma, purtroppo, drammatiche e spesso altisonanti occasioni – si vivono momenti e rituali legati allo sport, alla passione e alla festa. Il calcio è un fattore identitario molto forte che segna l’appartenenza, il sentirsi legati ad una comunità di destino contraddistinta dai risultati e dalla storia sportiva condivisa. E siccome le appartenenze incidono sull’autostima, sulle gratificazioni personali, sulla qualità delle relazioni sociali, esse rappresentano in definitiva parte di una ricerca di benessere.
martedì 7 ottobre 2014
Off-side. Sociologia dell'immaginario calcistico
di Vincenzo Del Gaudio
Nel 2007, quando ero
ancora uno studente alla Facoltà di Filosofia dell'Università
Vita-Salute San Raffaele di Milano, mi recai ad una lectio
magistralis tenuta da George Steiner. La lectio era
sulla costruzione della città in Platone in particolare a partire da
“Leggi”. Alla fine dell'intervento, non ricordo bene neppure il
perché, Steiner dichiarò assertorio “bisogna fare fenomenologia
del calcio, bisogna capire perché un milione di cuori battono allo
stesso tempo quando Diego Armando Maradona segna il secondo goal
all'Inghilterra a Mexico '86”. Il proposito di Steiner era quello
di mostrare come lo sport, e in particolare il calcio, siano sempre
più al centro del nostro vivere sociale determinando alcune regole
di comportamento sia estetico che politico della nostra società. Per
comprendere il radiante di incidenza del calcio sulla società
contemporanea e in particolare sull'Europa, continente in cui,
insieme forse soltanto al Sudamerica, il calcio assume una rilevanza
non soltanto come sport e come spettacolo ma più profondamente per
la determinazione dei processi socio-economici che sono alla base
delle costruzioni identitarie nei paesi del vecchio continente,
bisogna cercare di tenere insieme diversi saperi che vanno dalla
sociologia dei media alla sociologia della cultura passando per
l'economia, l'estetica e la critica letteraria, bisogna insomma
cercare di approcciarsi al fenomeno calcio nel modo più aperto
possibile per comprenderlo non soltanto come uno sport ma come una
macchina di senso che di volta in volta costruisce comportamenti
socio-economici e rituali di diversa natura e portata.
lunedì 22 settembre 2014
Il calcio e i Campionati Mondiali tra informazione, comunicazione e spettacolo
Problemi dell'informazione (il Mulino)
Call for papers, numero 1-2015
La ricerca sul calcio, da diverse prospettive disciplinari, ha mostrato implicazioni sociali che vanno ben oltre la dimensione sportiva e che sono strettamente intrecciate con le dinamiche dell’informazione, della comunicazione e dell’intrattenimento. Da questa prospettiva la rilevanza del calcio è legata principalmente alla capacità di catturare l’attenzione e gli interessi di un pubblico vasto e diversificato: in primo luogo di tifosi o appassionati, ma anche di attori politici, di operatori economico-finanziari e dell’industria culturale. Per ognuno di questi attori l’informazione assume una rilevanza specifica che è andata crescendo nel corso degli ultimi decenni con il radicalizzarsi della spettacolarizzazione mediatica del calcio su scala globale.
La crescente rilevanza dei media – la TV in primo luogo – e del sistema dell’informazione ha determinato le trasformazioni attuali del calcio sempre più asservito alla produzione dello spettacolo televisivo e del sistema dell’informazione sportiva. Quest’ultimo, tuttavia, ha profondamente mutato i suoi caratteri all’interno della logica concorrenziale che sottende gli operatori del settore. Contenuti, linguaggi, narrazioni, i meccanismi di produzione della notizia, la grande vetrina concessa ai protagonisti o a chi ci gravita attorno, la rilevanza dei capitali messi a disposizione e della diffusione delle partite su scala planetaria hanno avuto nella storia recente e tuttora posseggono un legame determinante con fattori di elevato coefficiente sociale, economico e politico.
domenica 7 settembre 2014
In nome del reddito sovrano. Uno sguardo al calcio contemporaneo
di Luca Bifulco
Linkabile, 5 settembre 2014
Ci sono tante angolature da cui osservare e afferrare il mondo del calcio. Da un lato c’è il campo di gioco, con i suoi attori, le tattiche contrapposte delle squadre e quel complesso insieme di interdipendenze che porta al risultato finale di una partita o alla classifica conclusiva di un campionato. C’è poi almeno la possibilità di una prospettiva ulteriore, vale a dire uno sguardo socio-economico che ci aiuti a comprendere, sulla scorta di alcuni dati o evidenze disponibili, le caratteristiche e le trasformazioni di questo sport, specie nell’area europea contemporanea.
Le suggestioni in tal senso sono molteplici, così come gli ambiti d’indagine. In tale sede ci soffermeremo solo su alcuni aspetti, ed in modo sintetico, nella speranza di poter fornire un ausilio utile a chiunque voglia arricchire di ulteriori contenuti la propria passione, le proprie valutazioni, i propri giudizi sulla squadra del cuore o sull’andamento dei vari tornei seguiti.
Linkabile, 5 settembre 2014
Ci sono tante angolature da cui osservare e afferrare il mondo del calcio. Da un lato c’è il campo di gioco, con i suoi attori, le tattiche contrapposte delle squadre e quel complesso insieme di interdipendenze che porta al risultato finale di una partita o alla classifica conclusiva di un campionato. C’è poi almeno la possibilità di una prospettiva ulteriore, vale a dire uno sguardo socio-economico che ci aiuti a comprendere, sulla scorta di alcuni dati o evidenze disponibili, le caratteristiche e le trasformazioni di questo sport, specie nell’area europea contemporanea.
Le suggestioni in tal senso sono molteplici, così come gli ambiti d’indagine. In tale sede ci soffermeremo solo su alcuni aspetti, ed in modo sintetico, nella speranza di poter fornire un ausilio utile a chiunque voglia arricchire di ulteriori contenuti la propria passione, le proprie valutazioni, i propri giudizi sulla squadra del cuore o sull’andamento dei vari tornei seguiti.
mercoledì 6 agosto 2014
Un calcio al look
di Roberto Procaccini
Il Foglio Quotidiano
Da Attilio Lombardo a Mario Balotelli. Come è cambiata in vent’anni l’estetica dei calciatori: non più idoli borghesi ma mostri di marketing
Pensate alla rosa della Juventus del 1995, quella che ha appena vinto lo scudetto e che si avvia a vincere la Champions. Da una parte c’è Attilio Lombardo, ottimo centrocampista che a fine carriera può vantare tre scudetti con tre diverse casacche. Dall’altra Gianluca Vialli, potente bomber che pure in carriera se n’è tolte di soddisfazioni. Il primo, precocemente pelato, mantiene una chierica degna di un prete di campagna. Il secondo, con un passato da ricciolone, si rasa il cranio come Bruce Willis, muscoloso interprete di action movie hollywoodiani. Ecco, questi due giocatori non rappresentano solo due eccellenze del calcio italiano. Col loro modo diverso di vivere e interpretare la calvizie, testimoniano un salto epocale e antropologico: la trasformazione della figura del calciatore da uomo (spesso di estrazione medio-bassa) che attraverso la propria professione anela il riscatto sociale e l’adesione alla middle class, a personalità dello showbiz che, da star, impone il proprio ego e determina gli status sociali. [continua a leggere]
Il Foglio Quotidiano
Da Attilio Lombardo a Mario Balotelli. Come è cambiata in vent’anni l’estetica dei calciatori: non più idoli borghesi ma mostri di marketing
Pensate alla rosa della Juventus del 1995, quella che ha appena vinto lo scudetto e che si avvia a vincere la Champions. Da una parte c’è Attilio Lombardo, ottimo centrocampista che a fine carriera può vantare tre scudetti con tre diverse casacche. Dall’altra Gianluca Vialli, potente bomber che pure in carriera se n’è tolte di soddisfazioni. Il primo, precocemente pelato, mantiene una chierica degna di un prete di campagna. Il secondo, con un passato da ricciolone, si rasa il cranio come Bruce Willis, muscoloso interprete di action movie hollywoodiani. Ecco, questi due giocatori non rappresentano solo due eccellenze del calcio italiano. Col loro modo diverso di vivere e interpretare la calvizie, testimoniano un salto epocale e antropologico: la trasformazione della figura del calciatore da uomo (spesso di estrazione medio-bassa) che attraverso la propria professione anela il riscatto sociale e l’adesione alla middle class, a personalità dello showbiz che, da star, impone il proprio ego e determina gli status sociali. [continua a leggere]
venerdì 1 agosto 2014
L’indiscutibile primato del pallone
di Adolfo Fattori
Agoravox.it
Tutti parlano del calcio – di calcio, e del calcio. I club, le sue istituzioni, i tifosi, i media. E naturalmente, i moralisti di tutte le tendenze e provenienze, e coloro a cui non piace o che non lo seguono, aiutati dalla prevalenza dell’autoreferenzialità dei discorsi sul pallone, e dalla immensa forza del senso comune e del “sentito dire”, i canali forse più potenti prodotti dalla modernità per fare esercizio della chiacchiera in libertà e dell’abdicazione allo spirito critico.
Perché il calcio – come tutti gli sport – è un fenomeno sociale, e quindi è parte della realtà sociale, con in più la caratteristica di essere lo sport più seguito e più praticato del mondo. E siccome è un fenomeno sociale, attrae l’attenzione del senso comune, e dovrebbe incuriosire la sociologia, cosa che però è successa di rado, se non attraverso ricerche e studi particolari, concentrati su suoi aspetti specifici. [continua a leggere]
Agoravox.it
Tutti parlano del calcio – di calcio, e del calcio. I club, le sue istituzioni, i tifosi, i media. E naturalmente, i moralisti di tutte le tendenze e provenienze, e coloro a cui non piace o che non lo seguono, aiutati dalla prevalenza dell’autoreferenzialità dei discorsi sul pallone, e dalla immensa forza del senso comune e del “sentito dire”, i canali forse più potenti prodotti dalla modernità per fare esercizio della chiacchiera in libertà e dell’abdicazione allo spirito critico.
Perché il calcio – come tutti gli sport – è un fenomeno sociale, e quindi è parte della realtà sociale, con in più la caratteristica di essere lo sport più seguito e più praticato del mondo. E siccome è un fenomeno sociale, attrae l’attenzione del senso comune, e dovrebbe incuriosire la sociologia, cosa che però è successa di rado, se non attraverso ricerche e studi particolari, concentrati su suoi aspetti specifici. [continua a leggere]
martedì 29 luglio 2014
Pallone e cinema
di Adolfo Fattori
Mi ha sempre colpito la somiglianza fra la durata della partita di calcio e quella del film nel cinema classico americano. Due tempi di circa tre quarti d’ora ciascuno, separati da un intervallo di circa dieci minuti, un quarto d’ora. Se pensiamo che cinema e calcio moderno sono nati praticamente insieme, viene quasi da pensare a una specie di “tempo della modernità”, una durata che ha a che fare con l’attenzione che si dedica alle immagini, al tempo delle narrazioni. Come il film, d’altra parte, la partita di football ha una fortissima struttura narrativa, una struttura epica sua tutta interna ad una dimensione quasi mitologica. Vero, lo si potrebbe dire anche per altri sport, ma la domanda rimane sempre la stessa: Come mai lo si dice in particolare per il pallone? Come mai rimane lo sport più seguito al mondo?
Mi ha sempre colpito la somiglianza fra la durata della partita di calcio e quella del film nel cinema classico americano. Due tempi di circa tre quarti d’ora ciascuno, separati da un intervallo di circa dieci minuti, un quarto d’ora. Se pensiamo che cinema e calcio moderno sono nati praticamente insieme, viene quasi da pensare a una specie di “tempo della modernità”, una durata che ha a che fare con l’attenzione che si dedica alle immagini, al tempo delle narrazioni. Come il film, d’altra parte, la partita di football ha una fortissima struttura narrativa, una struttura epica sua tutta interna ad una dimensione quasi mitologica. Vero, lo si potrebbe dire anche per altri sport, ma la domanda rimane sempre la stessa: Come mai lo si dice in particolare per il pallone? Come mai rimane lo sport più seguito al mondo?
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