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mercoledì 10 giugno 2015

L’industria del calcio in Italia. Fragilità e rischi del modello di crescita

Pubblicato su «Inchiestaonline» un intervento di Francesco Pirone sul calcio in Italia che affronta il tema della sostenibilità economica dell’industria del calcio di vertice, considerando gli elementi di fragilità che hanno portato in questi anni ad un arretramento del calcio italiano, sia sul piano dei rendimenti economici, sia sul piano dell’attrattività dello spettacolo sportivo.

domenica 17 agosto 2014

Mettersi in movimento!

Lo sport e l’innovazione delle politiche sociali in Campania
di Francesco Pirone
Linkabile, 8 agosto 2014

Lo sport è un fenomeno di massa di grande rilevanza sociale, profondamente radicato nella cultura materiale del nostro paese. Basti pensare al nostro quotidiano, sia come praticanti di qualche disciplina sportiva, sia come appassionati e quindi spettatori, più o meno attivi, delle competizioni sportive. Se l’esperienza quotidiana non bastasse, allora si consideri che in Italia, secondo le ultime statistiche dell’ISTAT aggiornate al 2013, circa il 30% della popolazione italiana di tre anni e oltre – pari a circa 17,7 milioni di persone – dichiara di praticare uno sport; a questi va poi aggiunto un altro 28% (circa 16,3 milioni di persone) che svolge qualche attività motoria: in estrema sintesi più di un italiano su tre fa attività motoria. D’altra parte, concentrando l’attenzione solo sullo sport agonistico, secondo i dati dal CONI, gli atleti tesserati in Italia sono 4,5 milioni – cresciuti di oltre un quarto nel periodo 1993-2013 – organizzati in 65mila società, con l’impiego di circa un milione di operatori dello sport[1].