di Roberto Procaccini
Il Foglio Quotidiano
Da Attilio Lombardo a Mario Balotelli. Come è cambiata in vent’anni l’estetica dei calciatori: non più idoli borghesi ma mostri di marketing
Pensate alla rosa della Juventus del 1995, quella che ha appena vinto lo scudetto e che si avvia a vincere la Champions. Da una parte c’è Attilio Lombardo, ottimo centrocampista che a fine carriera può vantare tre scudetti con tre diverse casacche. Dall’altra Gianluca Vialli, potente bomber che pure in carriera se n’è tolte di soddisfazioni. Il primo, precocemente pelato, mantiene una chierica degna di un prete di campagna. Il secondo, con un passato da ricciolone, si rasa il cranio come Bruce Willis, muscoloso interprete di action movie hollywoodiani. Ecco, questi due giocatori non rappresentano solo due eccellenze del calcio italiano. Col loro modo diverso di vivere e interpretare la calvizie, testimoniano un salto epocale e antropologico: la trasformazione della figura del calciatore da uomo (spesso di estrazione medio-bassa) che attraverso la propria professione anela il riscatto sociale e l’adesione alla middle class, a personalità dello showbiz che, da star, impone il proprio ego e determina gli status sociali. [continua a leggere]
mercoledì 6 agosto 2014
lunedì 4 agosto 2014
Napoli e Maradona
Il rapporto che unisce Diego Armando Maradona al tifo napoletano è sì legato alle vicende sportive, ma è motivato soprattutto dalla sintonia profonda tra il carattere del campione argentino e le peculiarità della città e dei suoi appassionati di calcio. Questo rapporto, già oggetto di diverse riflessioni, viene oggi ripreso in un'interessante ricerca di Anna Pianura nell'ambito di un reportage fotografico realizzato a Napoli, focalizzato proprio sul rapporto tra la città e l'eroe calcistico, dal titolo "Napoli e Maradona". Il reportage è disponibile nel sito web della fotografa di Cava de Tirreni ombraeluci.it.
"Maradona è eroe indelebile del tifo napoletano. Certo, perché ha scritto pagine vittoriose della squadra partenopea, ma anche per essere stato la fonte di una decisa rivincita sociale e per quella quasi naturale corrispondenza con l’immagine della napoletanità della sua figura di genio indisciplinato, un po’ monello, nato povero ma poi riscattatosi grazie alle sue abilità."
Questo e altri brevi estratti dal libro A tutto campo. Il calcio da una prospettiva sociologica, di Luca Bifulco e Francesco Pirone, accompagnano il reportage fotografico.
venerdì 1 agosto 2014
L’indiscutibile primato del pallone
di Adolfo Fattori
Agoravox.it
Tutti parlano del calcio – di calcio, e del calcio. I club, le sue istituzioni, i tifosi, i media. E naturalmente, i moralisti di tutte le tendenze e provenienze, e coloro a cui non piace o che non lo seguono, aiutati dalla prevalenza dell’autoreferenzialità dei discorsi sul pallone, e dalla immensa forza del senso comune e del “sentito dire”, i canali forse più potenti prodotti dalla modernità per fare esercizio della chiacchiera in libertà e dell’abdicazione allo spirito critico.
Perché il calcio – come tutti gli sport – è un fenomeno sociale, e quindi è parte della realtà sociale, con in più la caratteristica di essere lo sport più seguito e più praticato del mondo. E siccome è un fenomeno sociale, attrae l’attenzione del senso comune, e dovrebbe incuriosire la sociologia, cosa che però è successa di rado, se non attraverso ricerche e studi particolari, concentrati su suoi aspetti specifici. [continua a leggere]
Agoravox.it
Tutti parlano del calcio – di calcio, e del calcio. I club, le sue istituzioni, i tifosi, i media. E naturalmente, i moralisti di tutte le tendenze e provenienze, e coloro a cui non piace o che non lo seguono, aiutati dalla prevalenza dell’autoreferenzialità dei discorsi sul pallone, e dalla immensa forza del senso comune e del “sentito dire”, i canali forse più potenti prodotti dalla modernità per fare esercizio della chiacchiera in libertà e dell’abdicazione allo spirito critico.
Perché il calcio – come tutti gli sport – è un fenomeno sociale, e quindi è parte della realtà sociale, con in più la caratteristica di essere lo sport più seguito e più praticato del mondo. E siccome è un fenomeno sociale, attrae l’attenzione del senso comune, e dovrebbe incuriosire la sociologia, cosa che però è successa di rado, se non attraverso ricerche e studi particolari, concentrati su suoi aspetti specifici. [continua a leggere]
martedì 29 luglio 2014
Pallone e cinema
di Adolfo Fattori
Mi ha sempre colpito la somiglianza fra la durata della partita di calcio e quella del film nel cinema classico americano. Due tempi di circa tre quarti d’ora ciascuno, separati da un intervallo di circa dieci minuti, un quarto d’ora. Se pensiamo che cinema e calcio moderno sono nati praticamente insieme, viene quasi da pensare a una specie di “tempo della modernità”, una durata che ha a che fare con l’attenzione che si dedica alle immagini, al tempo delle narrazioni. Come il film, d’altra parte, la partita di football ha una fortissima struttura narrativa, una struttura epica sua tutta interna ad una dimensione quasi mitologica. Vero, lo si potrebbe dire anche per altri sport, ma la domanda rimane sempre la stessa: Come mai lo si dice in particolare per il pallone? Come mai rimane lo sport più seguito al mondo?
Mi ha sempre colpito la somiglianza fra la durata della partita di calcio e quella del film nel cinema classico americano. Due tempi di circa tre quarti d’ora ciascuno, separati da un intervallo di circa dieci minuti, un quarto d’ora. Se pensiamo che cinema e calcio moderno sono nati praticamente insieme, viene quasi da pensare a una specie di “tempo della modernità”, una durata che ha a che fare con l’attenzione che si dedica alle immagini, al tempo delle narrazioni. Come il film, d’altra parte, la partita di football ha una fortissima struttura narrativa, una struttura epica sua tutta interna ad una dimensione quasi mitologica. Vero, lo si potrebbe dire anche per altri sport, ma la domanda rimane sempre la stessa: Come mai lo si dice in particolare per il pallone? Come mai rimane lo sport più seguito al mondo?
domenica 1 giugno 2014
Lo sport e la strada
di Andrea Vitale
Linkabile, 1 giugno 2014
A tutto campo: il calcio come non lo avevamo mai letto prima. Il calcio visto da una prospettiva sociologica. È questo, in soldoni, il senso del libro (nonché il suo sottotitolo) A tutto campo, degli autori Luca Bifulco e Francesco Pirone, ricercatori di Sociologia generale all’Università di Napoli Federico II ed edito da Guida nella collana We care. Il volume è stato presentato sabato 31 maggio al Teatro Bellini di Napoli, nello spazio Marotta&Cafiero Store, punto vendita ufficiale della casa editrice, in questa sala incontri che è una piccola perla dell’editoria teatrale e per bambini napoletana, e che si è ritrovata, nonostante l’inconveniente dell’acquazzone pomeridiano, gremita di persone riunitesi per ascoltare e dibattere non soltanto con i due autori, ma anche Vittorio Dini, docente di sociologia e scienze della politica all’Università di Salerno, nonché Samuele Ciambriello, giornalista e direttore della suddetta collana, il giornalista sportivo Carlo Alvino e i docenti della Federico II Sergio Brancato ed Enrica Morlicchio.
Linkabile, 1 giugno 2014
A tutto campo: il calcio come non lo avevamo mai letto prima. Il calcio visto da una prospettiva sociologica. È questo, in soldoni, il senso del libro (nonché il suo sottotitolo) A tutto campo, degli autori Luca Bifulco e Francesco Pirone, ricercatori di Sociologia generale all’Università di Napoli Federico II ed edito da Guida nella collana We care. Il volume è stato presentato sabato 31 maggio al Teatro Bellini di Napoli, nello spazio Marotta&Cafiero Store, punto vendita ufficiale della casa editrice, in questa sala incontri che è una piccola perla dell’editoria teatrale e per bambini napoletana, e che si è ritrovata, nonostante l’inconveniente dell’acquazzone pomeridiano, gremita di persone riunitesi per ascoltare e dibattere non soltanto con i due autori, ma anche Vittorio Dini, docente di sociologia e scienze della politica all’Università di Salerno, nonché Samuele Ciambriello, giornalista e direttore della suddetta collana, il giornalista sportivo Carlo Alvino e i docenti della Federico II Sergio Brancato ed Enrica Morlicchio.
domenica 25 maggio 2014
Il calcio come r-esistenza
Lo sport in Palestina. Martedì 27 maggio 2014, alle 16:00 presso la BRAU (Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica) in piazza Vincenzo Bellini, 60, a Napoli si terrà il convegno Il Calcio come R-Esistenza: lo sport negato in Palestina. Intervengono Luca Bifulco, Università degli Studi di Napoli Federico II; Adele Del Guercio, Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'; Vittorio Dini, Università degli Studi di Salerno; Giuseppe Ferraro, Università degli Studi di Napoli Federico II; Shafik Kourtam, Presidente della Comunità Palestinese in Campania; Flavia Lepre, Comitato BDS Campania. Modera l'incontro il Giornalista Michelangelo Cocco. E' prevista la partecipazione di 'Mediterraneo Antirazzista'. L'iniziativa rientra nell'ambito delle attività del seminario di didattica integrativa «Il calcio da una prospettiva sociologica» per gli studenti dei corsi di laurea magistrali del Dipartimento di Scienze Sociali, a.a. 2013/2014.
sabato 24 maggio 2014
Il calcio è nel “pallone”
di Daniele Lorusso
Misterstudent.tv - Salernoinweb.it
Il calcio è nel “pallone”. Definizione emblematica di un mondo, quello del calcio, che soprattutto in periodi recenti, risulta caratterizzato da episodi ed eventi violenti, indegni, oltre che indecorosi per un Paese come l’Italia, comunemente ritenuto appartenente alla cerchia delle nazioni civilizzate. A tal proposito ricordiamo la recente “trattativa” tra le istituzioni e il capo ultras del Napoli, “Genny a’carogna”, in occasione dello svolgimento della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, partita funestata da gravissimi incidenti nel pre-partita che hanno visto vittima di uno scontro a fuoco, il giovane tifoso napoletano Ciro Esposito. Oppure ricordiamo le minacce e le intimidazioni dei tifosi nocerini nei confronti dei loro giocatori, affinchè questi ultimi non giocassero la sentitissima partita con i rivali salernitani, per la sola ragione della loro mancata presenza sugli spalti dello stadio Arechi di Salerno, ordinata dal Prefetto per motivi di ordine pubblico. O ancora ricordiamo gli insulti e i cori razzisti, che purtroppo sempre più spesso primeggiano nelle cronache dei giornali sportivi e non solo. Ma lo sport, ed in particolare il calcio, è davvero così importante? Bill Shankly, celebre allenatore britannico del secondo dopoguerra, un giorno ebbe a dire: «Certa gente crede che il calcio sia una questione di vita o di morte. Sono molto deluso da questo atteggiamento. Vi posso assicurare che è qualcosa di molto, molto più importante». Non è possibile negare come il calcio, al di là della semplice dimensione sportiva, sia oggi un fenomeno di grande rilevanza, tanto nell’esperienza quotidiana di moltissime persone, quanto per le sue implicazioni sociali, economiche e politiche. Ma mentre lo sport è oggetto di profonda riflessione scientifica in tanti altri paesi, in Italia sembra quasi che studiare questo fenomeno voglia dire occuparsi di questioni di secondo piano. È perciò rilevante il libro “A tutto campo. Il calcio da una prospettiva sociologica”, scritto da due sociologi del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli Federico II, Luca Bifulco e Francesco Pirone, pubblicato da Guida Editore.
Misterstudent.tv - Salernoinweb.it
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