Seminario 2016. Il prossimo venerdì 4 marzo inizia il seminario di didattica integrativa «Napoli: la città, la squadra e i suoi eroi» a cura di Luca Bifulco, Mimmo Carratelli, Vittorio Dini, Oscar Nicolaus e Francesco Pirone, con il primo incontro dal titolo Il mito azzurro: il Napoli di Maradona. L’iniziativa si terrà alle ore 11:00 presso il Dipartimento di Scienze Sociali, aula T-3 (Napoli, Vico Monte di Pietà, n. 1). Il programma prevede un’introduzione di Luca Bifulco e Francesco Pirone (Università di Napoli Federico II) a cui seguiranno gli interventi di Vittorio Dini (Università di Salerno), Ernesto Paolozzi (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli), Guido Trombetti (Università di Napoli Federico II) e Carlo Verna (RAI - TGR Campania).
Scarica la locandina: https://goo.gl/00Wd1z
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domenica 28 febbraio 2016
venerdì 30 ottobre 2015
Breve riflessione sul 30 ottobre – anno cinquantacinquesimo
| Bar Nilo |
30 ottobre, anno maradoniano 55. Chi oggi ha aperto la propria pagina di Facebook avrà, con ogni probabilità, vissuto la mia stessa esperienza: quella di trovare la propria home invasa dagli auguri per il compleanno di Maradona che i tifosi del Napoli hanno postato copiosamente sui propri profili. Immagini del calciatore argentino, con la divisa del Napoli o quella della sua nazionale, vengono corredate da frasi di giubilo e cori augurali di molteplice fattura. A volte i toni sono misurati, spesso – invece – abbondano termini fragorosi con cui si esprime la propria devozione nei confronti del campione degli anni ’80: lo si chiama D10S, ad esempio, a volte si preferisce non nominarlo – proprio come alcune indicazioni bibliche prescrivono di fare con la divinità – limitandosi magari ad un semplice “Iss’” (“lui” nel dialetto partenopeo,) e non pochi propongono, tra il blasfemo e il rivoluzionario, che oggi si festeggi il Natale.
Un sociologo non può non interrogarsi su un amore sacrale per un giocatore che ha di fatto appeso le scarpe al chiodo più di venti anni fa, una devozione che persiste indissolubilmente nel tifo partenopeo, anche in un’epoca calcisticamente gratificante come quella odierna. Anche i giovani tifosi, che non hanno vissuto direttamente la gioia del Napoli maradoniano e dei suoi trionfi, sembrano aver acquisito, nel proprio senso di appartenenza, il riferimento al culto del calciatore argentino.
lunedì 4 agosto 2014
Napoli e Maradona
Il rapporto che unisce Diego Armando Maradona al tifo napoletano è sì legato alle vicende sportive, ma è motivato soprattutto dalla sintonia profonda tra il carattere del campione argentino e le peculiarità della città e dei suoi appassionati di calcio. Questo rapporto, già oggetto di diverse riflessioni, viene oggi ripreso in un'interessante ricerca di Anna Pianura nell'ambito di un reportage fotografico realizzato a Napoli, focalizzato proprio sul rapporto tra la città e l'eroe calcistico, dal titolo "Napoli e Maradona". Il reportage è disponibile nel sito web della fotografa di Cava de Tirreni ombraeluci.it.
"Maradona è eroe indelebile del tifo napoletano. Certo, perché ha scritto pagine vittoriose della squadra partenopea, ma anche per essere stato la fonte di una decisa rivincita sociale e per quella quasi naturale corrispondenza con l’immagine della napoletanità della sua figura di genio indisciplinato, un po’ monello, nato povero ma poi riscattatosi grazie alle sue abilità."
Questo e altri brevi estratti dal libro A tutto campo. Il calcio da una prospettiva sociologica, di Luca Bifulco e Francesco Pirone, accompagnano il reportage fotografico.
sabato 8 marzo 2014
Calcio e Sociologia
Proponiamo un breve filmato in cui Gianfranco Pecchinenda viene intervistato per il network sportivo statunitense ESPN-America sul calcio in rapporto alla ricerca sociale. L'intervista, realizzata nella sede storica dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, è stata pubblicata su youtube il 28 febbraio scorso. Pecchinenda, professore ordinario di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Scienze sociali napoletano, parla del rapporto tra calcio e sociologia partendo dalla sua esperienza personale di calciatore e di studioso. Tre le altre cose osserva che:
«il calcio è molto più importante per gli studi sociali seri di quanto non si creda... è vero che oggi si studia un po' di più, ma è un fenomeno alquanto recente».
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