di Francesco Pirone
Il dibattito culturale e intellettuale nel nostro paese ha spesso trascurato il calcio e il complesso insieme di fenomeni sociali che ad esso sono connessi. Vittime di pregiudizi e di letture superficiali del mondo dello sport, studiosi, intellettuali e opinion leader hanno considerato il calcio come un fenomeno popolare, culturalmente povero o (peggio) come questione sociale di devianza e violenza. Si pensi a quanto accade, ad esempio, in relazione a fatti di cronaca di scontri o dei cori in occasione delle partite di calcio.
Eppure il calcio nel nostro paese, come nel resto d'Europa, cattura l'attenzione di milioni di persone che lo praticano e lo seguono con interesse e passione. Un intero settore economico si è inoltre sviluppato intorno alla capacità del calcio di attirare l'attenzione di masse estese e diversificate di appassionati. Ciò nonostante intorno a questi fenomeni non si riesce a produrre una conoscenza più approfondita in grado di andare oltre l'informazione giornalistica, spesso di ottima qualità ma limitata. Anche il discorso politico non sembra in grado di cogliere e valorizzare le potenzialità di sviluppo economico e integrazione sociale che la valorizzazione del calcio potrebbe offrire per il paese e su scala territoriale.
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lunedì 17 marzo 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
Un libro per comprendere la grande trasformazione del calcio
Siamo oggi in una situazione senza alcun dubbio migliore rispetto a quella denunciata nel 1927 da Max Scheler: «Forse nessun fenomeno collettivo soprannazionale merita oggi un’analisi sociologica e psicologica quanto lo sport, enormemente cresciuto in dimensioni e in valore. Eppure, ben poco di serio si è tentato, finora, per interpretare questo fenomeno poderoso». E tuttavia, se si tiene conto della dimensione assunta recentemente dallo sport nel quadro della vita contemporanea – tanto nell’aspetto spettacolare (con le relative implicazioni economiche, di mentalità, ecc.) quanto nell’aspetto amatoriale, della diffusa pratica sportiva con relative forme organizzative – allora il divario tra la ricchezza ed ampiezza del fenomeno e la quantità e qualità degli studi e della ricerca è ancora notevole e reclama un urgente impegno a colmarlo. Tanto più che, insieme alla fortuna dello sport, si è accompagnata una crescita e una straordinaria diffusione della stampa specializzata, che ha però indirizzato la sua professionalità esclusivamente verso la confezione del prodotto da vendere, verso gli aspetti formali della produzione dei mass media, sottovalutando gli aspetti tecnici e specifici della disciplina trattata e rimuovendo completamente tutta la dimensione storica, sociologica, antropologica, culturale, che sottende lo sviluppo del fenomeno stesso (Vittorio Dini, Gioco, agonismo, regole, disciplina, in “Università e sport. Il calcio giovanile in Italia”, F.I.G.C. Settore giovanile e scolastico, 1989, p. 23).Sono trascorsi quasi trent’anni da quando scrivevo queste parole. Certo, da allora, come nel caso del mezzo secolo precedente, l’impegno nella ricerca e nella riflessione sullo sport è cresciuto.
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