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lunedì 11 maggio 2015
I professionisti per il calcio
Sesto incontro. L’ampia diffusione della pratica del calcio, a tutti i livelli, e lo sviluppo del settore professionistico richiedono la preparazione e l’impiego di sempre più numerose figure professionali, alcune dal profilo tradizionale, altre più innovative legate alle più recenti trasformazioni del settore. Le professioni dello sport compongono un ventaglio variegato e articolato, in continuo mutamento, anche di difficile classificazione e normazione: utilizzando tassonomie di tipo funzionale, si va dalle professioni immediatamente legate alla pratica sportiva (tecnici, dirigenti, arbitri, operatori medici...), a quelle indirette che si collegano all’indotto sportivo (operatori economici, istituzionali, legali, della comunicazione...). Un sistema che richiede percorsi formativi professionalizzanti e che offre anche opportunità di lavoro e di inserimento professionali, tra varie contraddizioni, spesso legate al divario tra la rappresentazione collettiva e la pratica del settore del calcio. Su questi temi è focalizzato il prossimo incontro del ciclo di seminari «Kick Off. Introduzione allo studio del calcio da una prospettiva sociologica» dal titolo “I professionisti per il calcio. Saperi, esperienze e competenze a servizio dello sport” in programma per venerdì 15 maggio 2015 presso il Dipartimento di Scienze Sociali (Vico Monte della Pietà 1, Napoli), aula T-3 alle ore 14:00. Introducono il seminario Luca Bifulco e Francesco Pirone, ricercatori in sociologia e promotori dell’iniziativa; intervengono Donato Di Stasi (Ingegnere e delegato provinciale LND-FIGC Salerno), Tommaso Mandato (Avvocato e procuratore sportivo) e Nicola Provenza (Medico e allenatore di calcio) che proporranno analisi e riflessioni sulle professioni del calcio a partire dalla loro esperienza professionale e dalla conoscenza del contesto locale.
mercoledì 26 marzo 2014
Come cambia il gioco del pallone
di Luca Rossomando
Repubblica Napoli
Una domenica mattina dello scorso febbraio. Partita del campionato di calcio di terza categoria allo stadio comunale Hugo Pratt di Scampia. Sulle gradinate, più di duecento spettatori. Alcuni, muniti di petardi e fumogeni, li accendono per festeggiare il gemellaggio tra le due squadre. Il gestore del campo, forse messo in agitazione dall’inusuale affollamento, allerta gli agenti del commissariato locale. Questi, oltre al divieto di sparare petardi, segnalano la parziale inagibilità dello stadio. Qualche giorno dopo la municipalità stabilisce che per il resto dell’anno tutte le partite – anche quelle degli altri campionati minori – si disputeranno a porte chiuse. Seguono proteste delle società colpite dal provvedimento e incontri in commissione sport del comune, fino all’assicurazione che il divieto sarà revocato e il campo riaprirà le porte al pubblico.
Repubblica Napoli
Una domenica mattina dello scorso febbraio. Partita del campionato di calcio di terza categoria allo stadio comunale Hugo Pratt di Scampia. Sulle gradinate, più di duecento spettatori. Alcuni, muniti di petardi e fumogeni, li accendono per festeggiare il gemellaggio tra le due squadre. Il gestore del campo, forse messo in agitazione dall’inusuale affollamento, allerta gli agenti del commissariato locale. Questi, oltre al divieto di sparare petardi, segnalano la parziale inagibilità dello stadio. Qualche giorno dopo la municipalità stabilisce che per il resto dell’anno tutte le partite – anche quelle degli altri campionati minori – si disputeranno a porte chiuse. Seguono proteste delle società colpite dal provvedimento e incontri in commissione sport del comune, fino all’assicurazione che il divieto sarà revocato e il campo riaprirà le porte al pubblico.
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